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Il valore dei dati delle memorie volatili nelle indagini digitali

Per la prima volta nella storia giudiziaria degli Stati Uniti un giudice federale, in una controversia che vede come protagonista la Motion Picture Association contro uno dei più grandi provider di media digitali, ha decretato che le tracce elettroniche contenute all'interno della memoria RAM di un sistema informatico costituiscono, a tutti gli effetti, "informazioni conservate" e, pertanto, assurgono al valore di evidenza probatoria.

Questa pronuncia quindi sposterà in parte l'attenzione degli investigatori forensi su questa tipologia di dati sottolineando l'importanza cruciale, ai fini del buon esito di una investigazione, di acquisire e e gestire i dati volatili che altrimenti verrebbero persi nel tradizionale approccio basato sulla disattivazione del sistema sospetto.

Interrogazione da web della National Software Reference Library

Segnalo che a questo indirizzo è stata resa pubblicamente disponibile una interfaccia Web che consente di effettuare interrogazioni della National Software Reference Library (http://www.nsrl.nist.gov/) un database governativo, utilizzato soprattutto nel settore della digital investigation, che racchiude gli hash MD5 e SHA1 di circa 42 milioni di files conosciuti di uso lecito e meno lecito.

Al momento della scrittura di questo post la pagina citata si interfaccia con la versione 2.16 della RDS (Reference Data Set) rilasciata nel marzo del 2007.