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Aggregare i contenuti: quali sono le problematiche legali ?

aggregazione contenuti L'aggregazione o mashup è una tecnica che consiste nel raccogliere e mettere insieme dati o contenuti di terze parti per creare dei servizi ad hoc fruibili direttamente dagli utenti finali attraverso un semplice browser.

Questa pratica trae, in parte, origine dall'opportunità di prendere parte alle logiche di ridistribuzione proprie del web 2.0 e si riflette nella creazione di una nuova categoria di applicazioni o componenti (widget) web caratterizzate da ricchezza di contenuti.

Le sorgenti informative di un mashup possono essere costituite da:
  • feed RSS (Really Simple Syndication), cioè i flussi strutturati con il formato utilizzato per la pubblicazione e la distribuzione di contenuti aggiornati frequentemente
  • interfacce applicative o API (Application Programming Interface) che forniscono accesso a funzioni elaborative particolari (es. le API di Google Maps oppure quelle di Yahoo Pipes);
  • screen scraping, cioè la tecnica che consiste nell'estrarre dati dalla visualizzazione in output (rendering) di un altro programma;
Il risultato dell'aggregazione viene in genere ospitato su un server web (mashup site) e reso disponibile ad altri.

Ma quali problematiche di natura legale possono presentarsi nel caso di una aggregazione di contenuti ?

Proprietà intellettuale

La prima questione riguarda la protezione della proprietà intellettuale ed è connessa al fatto che il mashup coinvolge, per definizione, materiale, anche eterogeneo (dati, testo, audio, video), di terze parti.

La normativa nazionale e comunitaria sul diritto d'autore tutela le opere dell'ingegno creative, cioè nuove ed originali, focalizzando l'attenzione, non tanto sui contenuti veri e propri (argomenti, fatti, idee e teorie trattate), ma sulla forma espressiva, cioè sul modo in cui essi sono presentati, organizzati e sviluppati dall'autore.

La speciale protezione accordata comporta l'automatico riconoscimento in capo all'autore di alcuni diritti esclusivi connessi con lo sfruttamento della sua creazione.

Per non incorrere in violazioni è quindi sempre opportuno richiedere, per iscritto, al titolare di questi diritti, che può anche non coincidere con l'autore, il permesso di riutilizzare il materiale, a meno che questo ultimo non possa ritenersi di pubblico dominio.

Le problematiche inerenti la proprietà intellettuale possono inoltre interessare anche le banche dati, a loro volta tutelate, soprattutto nei casi in cui il mashup riguarda dati estratti da un database.

Licenza

I diritti d'autore possono essere ceduti o limitati attraverso strumenti contrattuali differenti: uno di questi è la cd. licenza, un accordo con il quale il titolare concede uno o più diritti a chi intende utilizzare l'opera.

Nell'ipotesi di licenza diventa fondamentale comprenderne i termini e, soprattutto, le condizioni che permettono l'esercizio dei diritti concessi.

Per fare un esempio partiamo da un caso abbastanza realistico su Internet, specie per quanto riguarda i blog, e cioè quello di contenuti assoggettati ad una licenza Creative Commons by-nd-nc.

Questa licenza permette di riprodurre, distribuire, comunicare, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare una determinata creazione a condizione che:
  • all'autore sia riconosciuta la paternità nei modi stabiliti
  • l'opera non venga alterata od utilizzata per crearne una altra
  • l'opera non sia sfrutata commercialmente
Perciò, una eventuale operazione di aggregazione e conseguente ridistribuzione dei contenuti viola la licenza ed i diritti del titolare se è effettuata:
  • senza dare indicazione dell'autore
  • dietro il pagamento di un corrispettivo o traendone, comunque, un vantaggio economico (es. sotto forma di introiti pubblicitari) o commerciale;
  • modificando i contenuti per cui gli stessi non possono più ritenersi opera originale ma derivata;

Condizioni di utilizzo

Anche in mancanza di licenza è opportuno appurare quali siano le condizioni che possono influire sulla possibilità e sulle modalità di riutilizzo di determinati contenuti.

A questo proposito possono esistere delle riserve specifiche, rese note sotto forma di "Condizioni o Termini di utilizzo", "Note Legali", ecc...

Questo vale ancor di più quando la fonte delle aggregazioni è costituita da interfacce API: in tal caso, infatti, la possibilità di avvalersi di specifiche funzionalità di programmazione è spesso subordinata ad una registrazione dell'utilizzatore ed alla sua accettazione espressa di alcune condizioni (es. accesso alle API di Google Maps).

Privacy

Il mashup può riguardare informazioni che, da sole o in combinazione con altre, possono rientrare nel concetto di dati personali (relativi ad una persona identificata o identificabile), realizzando un trattamento che nella normativa nazionale e comunitaria è soggetto ad una serie di accorgimenti e misure dirette a tutelare la libertà e la dignità delle persone.

Legge applicabile

Internet per sua natura è una rete aperta, senza confini, ma non altrettanto può dirsi per la legge che risente, per forza, di molteplici fattori relativi al contesto economico, sociale e culturale in cui trova applicazione.

A seconda della legge applicabile possono esservi quindi delle differenze, anche sostanziali, in grado di influenzare o limitare la realizzabilità di un servizio di mashup o la sua fornitura nei confronti degli utenti finali.

Tra l'altro, in mancanza di clausole contrattuali espresse, a volte può essere molto difficile identificare quale sia la regolamentazione applicabile al singolo caso.

Come comportarsi ?

Ecco allora una lista di consigli ispirati a buon senso, correttezza e prudenza utili per la pianificazione e la realizzazione di servizi web che presuppongono una aggregazione di contenuti di terze parti:
  • controllare l'affidabilità, anche sotto il profilo della sicurezza, di ogni fonte informativa
  • esaminare i termini della licenza o le condizioni d'uso dei materiali e delle interfacce di programmazione (API)
  • in caso di dubbi chiedere sempre chiarimenti per iscritto
  • in mancanza di licenza e/o condizioni richiedere, sempre per iscritto, il permesso prima di aggregare/riutilizzare i materiali
  • verificare attentamente che il servizio da realizzare non comporti in alcun modo la violazione di termini, condizioni, diritti di proprietà intellettuale o industriale (marchi, brevetti) di terzi
  • fare attenzione alle dichiarazioni di legge applicabile e giurisdizione competente
  • chiedere sempre un aiuto o supporto nei casi di particolare complessità

Link di approfondimento

Photo credit: svilen

La Cassazione si pronuncia sulla vicenda delle modifiche alle Playstation

Con una sentenza destinata a far discutere (la nr. 33768 del 3 settembre 2007) la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha stabilito che vendere i chip di modifica delle Playstation costituisce reato ai sensi dell'art. 171 ter della legge sul diritto d'autore che punisce una serie di fattispecie consistenti nella fabbricazione, importazione, distribuzione, vendita, noleggio, cessione a qualsiasi titolo, detenzione per scopi commerciali di attrezzature, prodotti o componenti che abbiano la prevalente finalità di eludere le misure tecnologiche di protezione del diritto d'autore applicate ai supporti.
Secondo il giudizio della Suprema Corte il tenore della legge è infatti tale da ricomprendere le fattispecie di elusione e rimozione dei sistemi di protezione integrati tra supporto informatico ed apparato destinato all'utilizzo.
Ciò anche nel caso di condotte perfezionatesi prima delle modifiche apportate alla legge sul diritto d'autore con il D.Lgs. 9 Aprile 2003 n. 68, poichè tale riforma non avrebbe introdotto nell'ordinamento italiano delle nuove fattispecie ma, semplicemente, specificato e chiarito la vecchia formulazione rendendola coerente con l'evoluzione tecnologica dei diritti digitali.

Fonte: APCom

Apertura dell'Olanda alle licenze Creative Commons

E' Olandese la prima organizzazione a tutela degli autori ed editori (in pratica l'equivalente della nostra SIAE) che ha compiuto un passo importante verso una migliore sincronia tra le esigenze di protezione del diritto d'autore e le nuove forme di comunicazione e diffusione digitale aprendosi al panorama delle licenze Creative Commons.
A sollecitare questo atteggiamento è stata una situazione di incongruenza, sotto il profilo della protezione, che, probabilmente, si registra anche in altri ordinamenti : chi si affidava infatti alle società di settore per la tutela dei propri diritti veniva a trovarsi di fronte alla impossibilità pratica di distribuire gratuitamente on line i propri lavori, dovendo rinunciare in tal modo ad acquisire un importante bacino di utenza da cui trarre comunque profitto mediante iniziative collaterali.
Al contrario chi reputava più conveniente affidarsi alle licenze CC (specialmente con la clausola di attribuzione Non commercial) doveva compiere una rinuncia a delegare alle società deputate la gestione dei propri diritti per usi commerciali.
A colmare tale divario interviene pertanto l'iniziativa citata che permetterà agli autori di poter usufruire, in modo complementare e non più esclusivo, delle licenze Creative Commons e dei tradizionali canali di gestione dei diritti.

Fonte: Punto Informatico