Il valore dei dati delle memorie volatili nelle indagini digitali

Per la prima volta nella storia giudiziaria degli Stati Uniti un giudice federale, in una controversia che vede come protagonista la Motion Picture Association contro uno dei più grandi provider di media digitali, ha decretato che le tracce elettroniche contenute all'interno della memoria RAM di un sistema informatico costituiscono, a tutti gli effetti, "informazioni conservate" e, pertanto, assurgono al valore di evidenza probatoria.

Questa pronuncia quindi sposterà in parte l'attenzione degli investigatori forensi su questa tipologia di dati sottolineando l'importanza cruciale, ai fini del buon esito di una investigazione, di acquisire e e gestire i dati volatili che altrimenti verrebbero persi nel tradizionale approccio basato sulla disattivazione del sistema sospetto.

1 commenti:

Rebus ha detto...

Ma a dire il vero c'erano già così tanti ottimi motivi molto più importanti per farlo, che una sentenza statunitense è proprio l'ultimo degli incentivi... ;-))