Illecito spiare lo scambio di file sulle reti P2P


Secondo il garante della privacy le società private non possono monitorare gli utenti che scambiano file musicali o giochi su Internet.

A tale conclusione l'autorità è pervenuta in chiusura dell'istruttoria sul caso "Peppermint", la società discografica che, attraverso una società informatica svizzera, aveva condotto una attività di monitoraggio sistematico delle reti P2P.

Le motivazioni alla base del provvedimento sono essenzialmente le seguenti:
  1. il fatto che la direttiva europea sulle comunicazioni elettroniche (2002/58/CE) vieta a soggetti privati il trattamento capillare e prolungato di ingenti volumi di dati relativi ad un numero elevato di soggetti
  2. la violazione del principio di finalità: essendo le reti P2P utilizzate principalmente per scopi personali, l'utilizzo dei dati degli utenti può avvenire soltanto per le medesime finalità
  3. la violazione del principio di proporzionalità: il diritto alla segretezza delle comunicazioni risulta limitabile soltanto nell'ambito di un equo bilanciamento con un diritto di pari grado e non per l'esercizio di una azione civile
  4. il mancato rispetto dei principi di correttezza e trasparenza: nel caso di specie i dati erano stati raccolti senza che gli interessati e gli altri abbonati, non coinvolti nello scambio, ne fossero a conoscenza
Il provvedimento impone ora alle società interessate la cancellazione dei dati raccolti illecitamente entro il 31 marzo 2008.

0 commenti: