La deroga sulla privacy del decreto milleproroghe: effetti e diritti degli interessati

telemarketing Anche la camera dei deputati ha approvato definitivamente il disegno di legge di conversione del cd. decreto milleproroghe (decreto legge 30 dicembre 2008 n. 207).

Purtroppo, nonostante le critiche e le opinioni contrarie manifestate da più parti, è stato confermato l'emendamento che prevede una deroga, fino al 31 dicembre 2009, relativa all'applicazione della legge sulla privacy nell'ambito delle attività promozionali (marketing).

Non è certo questa la sede per ripetere che le libertà ed i diritti fondamentali dei cittadini, riconosciuti in un contesto nazionale e comunitario, non possono ammettere deroghe, neanche se giustificate da situazioni eccezionali, come la crisi finanziaria in atto.

Mi limito ad aggiungere che questa modifica, forse, finirà per giocare a sfavore piuttosto che a vantaggio di chi svolge attività di telemarketing.

La mossa di inserire un emendamento di questa portata, destinato a sospendere, sia pure temporaneamente, alcuni aspetti cruciali della normativa e di tutta una serie di provvedimenti del garante, ha infatti generato malcontento e non è passata inosservata soprattutto sulla rete.

Questo è il testo della norma:

I dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base di elenchi telefonici pubblici formati prima del 1 agosto 2005 sono lecitamente utilizzabili per fini promozionali sino al 31 dicembre 2009, anche in deroga agli articoli 13 e 23 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dai soli titolari del trattamento che hanno provveduto a costituire dette banche dati prima del 1 agosto 2005.

mentre i punti salienti sono:

  1. la deroga ammette l'utilizzo dei dati personali, per le sole finalità promozionali, anche in mancanza di informativa (art. 13) e di consenso (art. 23) da parte dei soggetti interessati;
  2. i dati personali devono essere memorizzati all'interno di banche dati predisposte sulla base di elenchi telefonici pubblici formati prima del 1 agosto 2005;
  3. soltanto i titolari possono trattare i dati personali in deroga;
  4. l'eccezione è valida fino al 31 dicembre 2009;

Il riferimento esplicito ai dati di elenchi telefonici pubblici dovrebbe escludere la liceità delle forme di telemarketing diverse da quelle telefoniche, come ad es. quelle effettuate per email, se non c'è l'informativa ed il consenso dell'interessato.

Mi chiedo, invece, chi controllerà che si tratta effettivamente di banche dati realizzate prime della data del 1 agosto 2005 ?

Inoltre, poichè l'eccezione opera solo a favore dei titolari dei dati che hanno costituito la banca dati, di essa non possono beneficiare gli eventuali acquirenti nel caso di compravendita.

La modifica introdotta non pregiudica, in alcun modo, il diritto degli interessati di ottenere le indicazioni sull'origine dei propri dati (art. 7, comma 2, d.lgs. 196/03) e, soprattutto, il diritto di opporsi al trattamento per l'invio di materiale pubblicitario o di comunicazione commerciale (art. 7, comma 4, d.lgs. 196/03).

In pratica questo significa che si può sempre manifestare all'operatore telefonico la volontà di impedire il trattamento dei propri dati per le finalità di marketing e richiedere un riscontro immediato di tale volontà.

Una volta che il proprio dissenso è stato comunicato esplicitamente ogni ulteriore trattamento è illecito e può legittimare, di conseguenza, un ricorso all'autorità garante o giudiziaria.

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Photo coutesy: igordeniro

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