Marketing telefonico e privacy: verso un sistema di opt-out ?

894380_35583260 L'istituto italiano privacy ha recentemente presentato un disegno di legge sul marketing telefonico con il quale si propone di abbandonare il sistema vigente, basato sul consenso preventivo dell'utente (opt-in), in favore del più flessibile sistema di opt-out, già in uso in altri paesi.

Semplificando, la principale differenza è che gli utenti che vorranno opporsi al trattamento dei propri dati per finalità di marketing attraverso il mezzo telefonico, dovranno iscriversi in un apposito registro tenuto dal garante.

L'iniziativa trae origine dall'esigenza, comunemente avvertita, di rendere meno rigida la normativa del settore, facilitando le attività di business, ma senza privare i cittadini degli strumenti fondamentali per l'esercizio dei loro diritti, tra cui quello di controllare la diffusione ed il trattamento dei propri dati personali.

Sebbene sia convinto anche io dell'opportunità di modificare le norme vigenti e condivida le finalità di un equo bilanciamento dei contrapposti interessi, cui la relazione introduttiva del disegno di legge fa riferimento, vorrei fare alcune precisazioni su alcuni passaggi del ddl che hanno attratto la mia attenzione.

Iscrizione nel registro

L'articolo 1, comma 4, così dispone:

L’iscrizione al registro non preclude i trattamenti dei dati altrimenti acquisiti e trattati nel rispetto degli articoli 23 e 24. L’iscrizione al registro ha effetto entro 30 giorni dal giorno successivo a quello della richiesta. Tale iscrizione è sempre revocabile dall’interessato, ha una durata di ventiquattro mesi e può essere rinnovata in qualunque momento. L’iscrizione cessa automaticamente quando cambi, per qualsivoglia motivo, l’intestatario della numerazione.

Il meccanismo delineato in questo comma mi sembra poco bilanciato, a discapito degli utenti, poichè pone, a loro carico, l'onere di rinnovare esplicitamente l'iscrizione nel registro delle opposizioni, una volta che siano passati 24 mesi dalla prima richiesta.

Credo sarebbe più equo prevedere, dopo la prima richiesta, un rinnovo tacito della iscrizione per un eguale durata, salvo contraria ed esplicita indicazione da parte degli interessati.

Questi ultimi risulterebbero meglio tutelati in questo modo, non essendo costretti a ricordare, ogni due anni, di esercitare nuovamente il loro diritto.

Al contrario, invece, l'onere di attivarsi per impedire un rinnovo tacito dell'iscrizione non risulterebbe altrettanto gravoso per quei soggetti che dovessero maturare nel frattempo un ripensamento.

Organizzazione e gestione del registro

Secondo l'articolo 1 , comma 5:

Il Garante può suddividere il registro in più sezioni separate per diversi settori di attività, individuate e aggiornate tenendo conto della classificazione delle attività economiche definita dall’ISTAT, con la conseguente facoltà degli interessati di chiedere l’iscrizione in una o in più sezioni.

In questo caso vedrei come opportuna la specifica che l'iscrizione nel registro, effettuata senza indicare la sezione di appartenenza, si intende riferita implicitamente a tutte le attività economiche.

Illeciti

L'articolo 3, comma 1, prevede:

All’articolo 162 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 è aggiunto il seguente comma:

3. La violazione del diritto di opposizione come risultante dal registro di cui all’articolo 129, comma 2 o delle disposizioni contenute nel comma 8 dell’art. 129, è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila euro a trentaseimila euro.”

La previsione di nuove fattispecie di illecito amministrativo si inquadra, giustamente, nell'esigenza di sanzionare in modo rigoroso i comportamenti scorretti degli operatori.

In tale prospettiva si potrebbe, inoltre, valutare l'opportunità di sanzionare, eventualmente come circostanza aggravante del trattamento illecito dei dati (art. 167), l'aver commesso il fatto in violazione delle disposizioni di cui all'art. 129.

Ovviamente, trattandosi di un progetto di legge, bisognerà attendere ancora a lungo prima che esso si trasformi, se mai, in norme vincolanti.

Senza dubbio, però, un passo importante è stato intrapreso nella direzione di un cambiamento che, da tempo, sembra essere invocato da più parti.

Corso online (gratuito) su direct marketing e privacy

Photo credit: hbrinkman

0 commenti: